Adobe si è arresa all’evidenza. La versione 11.1 del Flash player per Android e per il Blackberry PlayBook rappresenterà il canto del cigno del suo tentativo di conquistare il mercato “mobile” fornendo un equivalente del plugin dei browser per PC e Mac.
Chambers ha anzitutto riconosciuto che dato che “una delle principali piattaforme mobile (l’iOS di Apple) non era intenzionata a permettere l’utilizzo del Player Flash nel browser, questo non era sulla strada giusta per raggiungere l’ubiquità di cui gode sui desktop”.
Ma anche negli altri due motivi c’è lo zampino di Apple.
Chambers nota che l’HTML 5 ha un supporto molto buono su dispositivi cellulari e tablet, un supporto che migliora a un ritmo notevole e che è basato perlopiù su browser che utilizzano il motore di rendering WebKit, ovvero quello di Safari. La terza spinta verso la resa, per Adobe, è la “differenza nel modo in cui gli utenti fruiscono contenuti sui dispositivi mobile rispetto ai PC”: su cellulari di ultima generazione (e affini) gli utenti si rivolgono molto di più alle applicazioni che al browser e le piattaforme rendono non solo molto facile scoprire nuovo software nativo ma integrano in maniera spinta il sistema operativo e i negozi di app, ovvero... gli App Store.
Un altro aspetto, che sottintende gli altri, e su cui Adobe sembra voler sorvolare, è che oltre ai problemi mai risolti (impatto sull’autonomia, poca ottimizzazione per Cpu meno potenti, interazione pensata per il mouse) Flash non ha avuto successo per scarso tempismo. Per anni è stata disponibile solo una versione Lite, limitata, e anche dopo l’arrivo dell’iPhone e la sua affermazione, Adobe ha cincischiato per tre anni e ha reso disponibile una versione completa e definitiva del Player Flash solo nel giugno del 2010, perdendo terreno prezioso nei confronti dei browser, dell’HTML5, del “video nativo” in H.264 e dell’App Store.
Giunti agli inizi del 2012 è il momento di dire addio a Flash Player.

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