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domenica 3 marzo 2013

Camera+: Il re delle app fotografiche arriva anche su iPad diventando così un "must have"

Arriva finalmente la versione per iPad di un’app che è diventata un punto fermo nel panorama del software per iPhone: stiamo parlando di Camera+ di tap tap tap, gruppo di sviluppatori orgogliosamente indipendenti.

Proponendosi come alternativa “tutto in uno” alle app di sistema Fotocamera e Immagini, Camera+ fa di più sia nel momento in cui andiamo a scattare una foto che dopo, e rende il flusso di lavoro più compatto e facile da seguire che attraverso iPhoto, app di Apple per il fotoritocco. Entrambe le versioni dell’app presentano la famosa fotocamera alternativa. Con un tap metteremo a fuoco in un punto e con un secondo potremo scegliere in base a cosa regolare l’esposizione. Possiamo scattare direttamente oppure a raffica, dopo un intervallo di tempo o ancora solo quando l’inquadratura è abbastanza stabile. Il tasto di scatto è tanto quello virtuale sullo schermo che quello fisico del volume (tap tap tap ha inventato questa trovata, poi copiata da Apple).

Per quanto l’app sia altrettanto buona nello svolgere questa funzione, è innegabile che un iPhone sia molto più comodo da impugnare di un iPad per fare foto, e potendo scegliere è probabilmente il dispositivo su cui la maggior parte degli utenti farebbe i propri scatti. D’altro canto lo schermo più ampio di un tablet sarà sicuramente preferibile per guardare le foto e ritoccarle. Queste devono essere state le considerazioni fatte anche dal team di sviluppo di tap tap tap, che con questa seconda app sembra aver voluto creare la sinergia perfetta tra iPad e iPhone per la creazione e la gestione delle nostre fotografie. Dopo averle scattate, le foto vanno a finire nella Lightbox, la libreria interna dell’app, di cui è possibile scegliere di fare il backup automatico in iCloud. Questo vuol dire che, tempi di sincronizzazione permettendo, ci ritroveremo automaticamente su iPad gli scatti fatti su iPhone, pronti per essere manipolati a piena risoluzione. E nell’app per iPad troviamo più funzioni di quelli presenti nella versione per iPhone.


Innanzitutto ci sono strumenti base di fotoritocco per migliorare colori e composizione, dal bilanciamento del bianco e del tono al raddrizzamento del quadro, potremo correggere gli occhi rossi o creare un effetto di sfocatura. I filtri possono essere sia sovrapposti che applicati “spennellandoli” solo su alcune aree della foto. Come nell’app per iPhone potremo ritagliare la foto, applicare dei preset per la tipologia di foto, incorniciare il nostro lavoro e infine salvarlo e condividerlo online.


Nel complesso, Camera+ for iPad è una app fantastica così com’è, ma diventa praticamente perfetta se usata in sinergia con la versione per iPhone.


Camera+ per iPad è disponibile su App Store a 0,89€ ed è compatibile con iPad 2 Wi-Fi, iPad 2 Wi-Fi + 3G, iPad (3rd generation), iPad Wi-Fi + 4G, iPad (4th generation), iPad Wi-Fi + Cellular (4th generation), iPad mini e iPad mini Wi-Fi + Cellular. Richiede l'iOS 5.0 o successive.

venerdì 1 marzo 2013

Ecco i migliori servizi di storage online secondo noi di Apple Planet (Tutte le app sono ottimizzate per iPhone 5)

Chi di noi non fa uso degli ormai popolarissimi servizi di "cloud storage"? se ancora non ne fate utilizzo o semplicemente volete sapere le differenze, vantaggi e svantaggi dei diversi servizi di storage continuate a leggere l'articolo così da farvi un'idea sul quale sia il migliore e sopratutto il più affidabile.





Noto in passato semplicemente come: Box.net, Box è un veterano dell’archiviazione e condivisione dei dati su Internet e in passato si è proposto come alternativa a servizi di Apple. Box offre sia account personali gratuiti e limitati della dimensione 5 GB di archiviazione, che offerte aziendali a pagamento, su cui il servizio punta molto, che vanno da 1 TB ad account con “spazio illimitato”. C’è ovviamente un’app ufficiale per iPhone (e per iPad), tramite cui possiamo accedere, visualizzare, stampare e condividere i file archiviati, proteggerli con crittografia, aggiungere foto e video dalla Libreria, e tramite l’integrazione con altre app anche creare e modificare documenti Word, firmare PDF e altro ancora. 

Sino a qualche mese fa Box era utilizzabile solo dalle app “mobili” o via web browser ma di recente ha aggiunto software desktop per PC e Mac tramite cui è possibile accedere e soprattutto sincronizzare i file



Google Drive non è altro che un’evoluzione di Google Docs (che integra e soppianta) e quindi più che offrire semplicemente spazio per archiviare dati è uno strumento per lavorare su documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni, ma anche PDF e immagini e per collaborare con altri utenti. Il servizio ha account di base gratuiti con 5 GB di spazio che sale a 25 GB pagando pochi dollari al mese. Ci sono utility di sincronizzazione per PC con Windows e Mac OS X e app “mobili” per Android e iOS. Aspetto e funzioni dell’app su iPhone richiamano quelli di Dropbox & C. 


ma Google sta man mano aggiungendo caratteristiche specifiche. Possiamo scartabellare tra documenti e cartelle creati online, visualizzare documenti di vario tipo, contrassegnare i dati e renderli disponibili “offline” e impostare la condivisione con altri utenti. Di recente è stata aggiunta una funzione di upload per immagini o video e la possibilità di creare nuove cartelle e documenti di testo direttamente da iPhone (e iPad) nonché la modifica di testi e fogli di calcolo.


Dopo anni di dischi virtuali per archiviare e condividere file, Apple ha cambiato strategia, e con il passaggio da MobileMe ad iCloud ha rimosso l’iDisk a favore di un’archiviazione e gestione più trasparente e ancora di più sinergica con i suoi sistemi operativi e servizi. iCloud è integrato a livello di sistema in Mac OS X e in iOS e può gestire tutta una serie di dati, dagli Streaming foto condivisi alle impostazioni delle app, dai promemoria ai contatti, dai documenti prodotti con iWork e altre app supportate ad archiviare la musica di iTunes Match fino ad accogliere backup integrali del contenuto di un iPhone, iPod touch o iPad. 


Di base Apple offre 5 GB di spazio a ogni utente iOS o Mac, in cui non sono inclusi (per fortuna) i contenuti acquistati dall’iTunes Store e tantomeno le foto: a pagamento si può salire sino a 50 GB.


Fondato nel 2007, Dropbox si è conquistato il titolo di servizio di backup e condivisione “Cloud” per antonomasia. Ha una formula base gratuita che offre 5 GB di spazio, incrementabile fino a 18 in vari modi (ad esempio se si iscrivono amici) e piani commerciali a pagamento che arrivano fino a 500 GB. Affidabile e molto completo, Dropbox ha software per Windows, Macintosh e Linux che sincronizzano il contenuto di una cartella su disco con i suoi server: ai contenuti di questa cartella si può accedere tramite un qualsiasi web browser e ovviamente tramite l’app ufficiale per iPhone (e altri tipi di cellulari) che permette anche di visualizzare i dati, scaricarne una copia in locale, aggiungerne altri, anche in automatico, nonché attivare la condivisione di file o intere cartella. 


Dropbox è lo standard dell’archiviazione nella nuvola ed è supportato da tantissimi servizi, software e utility per PC ma anche su iPhone e iPad, che vi possono salvare o esportare dati sia che si tratti di un editor, di un database, un’app per leggere gli ebook o per gestire le ricette.





Anche Microsoft ha una sua offerta “cloud”, si chiama SkyDrive, è legata alla versione online di Office ed è integrata con le ultime versioni dei suoi sistemi operativi. Il “disco nel cielo” di Microsoft offre spazio gratuito di archiviazione di ben 7 GB, che a pagamento arriva sino a 100 GB, e l’accesso e la gestione possono essere effettuati anche tramite un’utility per Macintosh e, soprattutto, da un’app ufficiale gratuita e universale per iOS. Oltre a visualizzare e gestire documenti già caricati da PC (o Mac), consultarli e scaricarne una copia, dal nostro iPhone possiamo aggiungere foto o video nuovi o prelevati dalla Libreria del dispositivo e possiamo usare le funzioni di condivisione. Tramite l’app di SkyDrive possiamo invitare via email nuovi collaboratori, permettendo la sola visualizzazione o anche la modifica del documento. 


Viceversa il software ha una sezione in cui ci mostra tutti gli elementi (file o anche intere cartelle) che altri utenti del servizio hanno condiviso con noi


mercoledì 27 febbraio 2013

Splice Tree of life: Un fantastico gioco da non poter perdere assolutamente

Splice : Tree of life è un fantastico e coinvolgente rompicapo che prende ispirazione dal mondo della scienza, sia nelle regole del gioco che nel nome e nell’iconografia, reinterpretando il tutto a creare un’esperienza di gioco efficace e coinvolgente, il tutto condito con una realizzazione grafica di prim'ordine con effetti ed ombre davvero ben realizzate.

Ogni livello mette sotto il nostro occhio una sorta di molecola, formata da catene di cilindretti, da riassemblare nella forma voluta, indicata da un contorno bianco. Come nelle molecole vere, ogni elemento si combina con l’altro secondo delle semplici regole che impongono il numero e la forma dei legami, e che all’inizio dovremo fare lo sforzo di capire: Splice ce le indica ma senza essere didascalico, dandoci modo di mettere insieme i pezzi in autonomia, sperimentando, e regalandoci la soddisfazione di arrivarci da soli. 


Dopo aver tagliato e riattaccato catene di bussolotti, entra in gioco la seconda analogia, stavolta con i batteri, alla cui immagine al microscopio elettronico peraltro somigliano le nostre pedine. Livello dopo livello, vetrino dopo vetrino, vedremo infatti avvenire delle mutazioni, messe in evidenza da simboli: alcuni elementi infatti sdoppiano le catene, le allungano o le distruggono, altri tipi vengono presentati come segmenti separati e possono anche avanzare. Alla ricombinazione si aggiunge la gestione della sequenza degli avvenimenti e la scelta delle risorse, e il meccanismo di gioco varia e si arricchisce, aprendo le porte a rompicapo sempre più complessi e interessanti. 


Per quanto per andare avanti sia necessario risolvere ogni sfida con un numero massimo di mosse, il gioco ci lascia la libertà di sperimentare. Potremo riprovare quante volte vogliamo senza limiti di tempo, riprendendo da capo oppure tornando indietro solo di qualche passaggio. Le soluzioni non sono univoche, e alcuni rompicapo possono essere risolti con meno mosse del necessario (soluzione “angelica”). Infine, se usiamo tutte le mosse a nostra disposizione, Splice non ci obbliga a riprovare: siamo liberi di ignorare la forma richiesta e di giocare come vogliamo con gli elementi a nostra disposizione, ad esempio creando catene il più lunghe possibile o conformazioni particolari. 


La manipolazione diretta con le dita, la grafica eterea ma dai colori intensi e la colonna sonora di pianoforte completano degnamente un gioco intelligente, curato ed estremamente piacevole, consigliatissimo a chiunque voglia mettersi alla prova, tanto nella risoluzione che nella costruzione.


Splice Tree of life è disponibile su App Store a 3,59€ ed è compatibile con iPad. Richiede l'iOS 4.0 o successive.

sabato 9 febbraio 2013

Posted: Arriva l'app per tracciare in modo semplice i nostri pacchi

Con la diffusione sempre maggiore dell’ecommerce, può capitare di avere la necessità di seguire lo stato di una spedizione online. Per evitare di doverci collegare ogni volta al sito internet del corriere, digitare il numero di tracciamento e verificare l’eventuale presenza di aggiornamenti, possiamo installare un’app che ci permette di inserir e i dati relativi alle nostre spedizioni una sola volta e di seguirne il percorso fino alla consegna, direttamente sullo schermo del nostro iPad.

Con Posted è possibile il monito di 150 servizi di spedizione: per l’Italia  troviamo tutti i principali vettori nazionali, come per esempio Bartolini, SDA e Poste Italiane, mentre quelli più diffusi a livello mondiale (UPS, DHL, FEDEX e TNT) sono presenti nella sezione “International Couriers” oltre che in quelle dedicate ai rispettivi paesi. Per velocizzare il procedimento di ricerca, segnaliamo la possibilità di creare una propria lista dei preferiti con i corrieri che usiamo con maggiore frequenza. Il funzionamento di Posted è semplice ed intuitivo, e l’inserimento dei dettagli di una spedizione richiede pochi Tutte le spedizioni a portata di iPad Posted secondi.


La funzione che permette di acquisir e il numero di tracking in maniera automatica, leggendo con la fotocamera del proprio dispositivo iOS il codice a barre presente sulla lettera di vettura, risulta particolarmente utile per i mittenti e, oltre a far risparmiare parecchio tempo, evita errori di trascrizione. Sulla schermata principale dell’app, denominata “My Deliveries”, troviamo elencate tutte le nostre spedizioni: possiamo vedere qual è il corriere incaricato della consegna, lo status della stessa, la data e l’ora dell’ultimo aggiornamento. Entrando nei dettagli, possiamo anche visualizzare sulla mappa la località in cui si trovava la nostra merce al momento dell’ultima scansione disponibile.


Se per qualche motivo abbiamo la necessità di veder e lo stato della spedizione direttamente sul sito inter net del corriere, possiamo farlo in maniera automatica con un semplice tap e senza dover uscir e da Posted. È possibile ricevere una notifica ogni volta che lo stato della spedizione cambia e, dal momento che spesso arrivi e partenze nei vari centri di smistamento avvengono nelle ore notturne, nelle impostazioni è prevista un opzione che prevede l’invio silenzioso tra le 23 e le 7 del mattino.


Creando un account Sync (gratuito) è possibile inoltre sincronizzare le informazioni tra i vari dispositivi iOS: al momento il servizio è offerto in via sperimentale ma durante le nostre prove ha funzionato perfettamente. Per chi volesse provare l’app prima di acquistarla è disponibile una versione Lite che permette di seguir e fino a tre spedizioni.

Posted è disponibile su App Store a 0,89€ ed è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad. Richiede l'iOS 4.3 o successive. Questa app è ottimizzata per iPhone 5.

mercoledì 6 febbraio 2013

NFS Most Wanted: Le corse clandestine arrivano sui nostri iPhone (gioco ottimizzato per iPhone 5)

Molti di voi quasi sicuramente lo avranno giocato, o almeno conosceranno il brand di "Need fo Speed" una delle saghe più popolari del mondo videoludico, e forse anche la più importante e seguita saga nel mondo delle corse arcade. 



Quando qualche mese fa la Electronic Arts rilasciò il primo trailer di Need for Speed: Most Wanted, non fummo i soli a credere di aver preso un granchio: quella grafica non poteva essere di un iPhone o un iPad! A qualche giorno dall’uscita del titolo programmato dalla Firemonkeys in collaborazione con Criterion, responsabile per le versioni casalinghe, si stenta ancora a credere ai propri occhi: grafica in HD scorrevole, veloce e fluida, non solo per le ambientazioni, ma soprattutto per la fisicità delle auto e dei danni causati negli scontri.


E quando l’esaltazione per una grafica, mai vista sui nostri dispositivi iOS, inizia ad appannarsi, si scopre un gioco che non è solo apparenza ma anche molto, molto divertimento. Per la prima volta in un gioco di corse i comandi affidati all’accelerometro dell’iPad rispondono in maniera attenta e precisa, regalando un realismo di guida immediato e restituendo la pesantezza della vettura, risultando così molto più comodi e divertenti del comunque D-Pad virtuale opzionale. Per attivare la Nitro basta un movimento verticale, e una pressione sulla parte sinistra dello schermo per effettuare una derapata: questa semplicità rende il gameplay accessibile davvero a tutti. 


Dopo una veloce corsa introduttiva con una splendida Dodge SRT8 si aprirà la piantina di Fairheaven, città che ospiterà le nostre corse clandestine, tra i suoi tantissimi quartieri e le oltre trenta autovetture disponibili: SRT Viper GTS, la Porsche 911 Carrera S, l’Hummer H1 Alpha e moltissime modificabili e sbloccabili con gli Speed Point guadagnati. Il navigatore Easy Driver ci indicherà quali corse o quali obiettivi raggiungere, senza perderci in infiniti menu tecnici. Se togliamo la libertà di un free-roaming possibile solo sulle console di casa, e un multiplayer più complesso, Most Wanted per iPad non ha davvero nulla da invidiare ai fratelli maggiori, segnando una tappa importante nei videogame su tablet, accorciando una distanza che oggi sempre meno ha senso d’esistere. 


Sarebbe un errore ritenere che il prezzo di Need for Speed: Most Wanted sia troppo alto per un videogioco su iOS, poiché questa app ha tutta la dignità di un grande titolo al pari delle sue versioni casalinghe o di giochi per console portatili, ben più costose. Qui non si tratta più di giochini, qui il nostro iPad ruggisce con voce grossa e potente.


Need for Speed  Most Wanted è disponibile su App Store a 4,49€ ed è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S, iPhone 5, iPod Touch (terza generazione), iPod touch (4a generazione), iPod touch (5a generazione) e iPad. Richiede l'iOS 4.0 o successive. Questa app è ottimizzata per iPhone 5.

domenica 30 dicembre 2012

Ecco le recensioni sul miglior gioco e la migliore applicazione di questo 2012 secondo Apple Planet

In questo 2012 come avrete sicuramente potuto notare sono uscite moltissime applicazioni e giochi degni di nota come ad esempio Rayman e Bastion, ma vediamo insieme qual'è stato il gioco più divertente e l' applicazione più "professionale" che ha colpito noi di Apple Planet.






Dopo il loro titolo di maggiore successo che sicuramente tutti noi conosceremo, ovvero l’immancabile e milionario Angry Birds, la Rovio ha sempre rinviato un vero e proprio seguito, rilasciando negli ultimi anni spin-off come Season, Rio e Space, sostanzialmente uguali all’originale con qualche variazione grafica o poco più. In realtà la software house finlandese questa estate aveva lanciato un gioco, Amazing Alex, che avrebbe potuto benissimo ricoprire il titolo di sequel ufficiale, ma che purtroppo verrà ricordato solo come un sonoro flop. Se c’è un minimo comune denominatore in questi giochi in cui vada ricercata un’evoluzione, è proprio la fisica virtuale che con una fionda, degli uccelli grassi e dei blocchi a piramide hanno fatto di Angry Birds quel termine di paragone che pare invalicabile.


La fisica e la dinamica ricreata in mondi colorati e divertenti sembra il marchio di fabbrica riconoscibile per quello che ormai è diventato un marchio, e Bad Piggies viene finalmente presentato come il successore, pronto a raccogliere gli affezionati. Ma ci riuscirà? Nei sessanta livelli del gioco, più trenta sbloccabili se si raccolgono gli agognati bonus, vengono ripresentati i personaggi della serie, ma in questo caso il punto di vista è ribaltato: protagonisti assoluti sono quei maiali verdi senza zampe che fino ad ora erano i nostri acerrimi nemici. Il gioco consiste nel costruire macchinari volanti sfruttando discese, attriti, ruote di legno, ventilatori, soffietti e ombrelli per superare gli ostacoli e raggiungere il traguardo.

Le leggi fisiche che governavano Angry Birds sono qui riproposte ribaltando non solo il punto di vista dei protagonisti dai buoni ai cattivi, ma la stessa dinamica di gioco, che se nel primo era incentrata nella distruzione di alte piramidi, mentre qui trova il suo centro nella costruzione. Si è chiamati a diventare dei piccoli Leonardo da Vinci, costruendo buffi alianti di legno in un intuitivo editor a caselle, e lanciare i maiali verdi il più lontano possibile. Il menu iniziale ci propone tre modalità: il “Ground Hog Day” in cui costruiamo veicoli proiettati verso il traguardo; “When Pigs fly” dove palloncini a elio e ventilatori sono il fulcro della dinamica di gioco; e “Sand-box” un miscuglio dei precedenti elementi da sbloccare. Bad Piggies sembra quasi riprendere il già dimenticato Amazing Alex, rivestendolo con la grafica più riconoscibile degli uccelli arrabbiati, quasi a suggerire lo stesso concetto con un trucco da venditore di fiera.


Niente fraintendimenti: questo titolo è un ottimo gioco, crediamo sia anche più interessante del capostipite, attingendo a quell’atavico piacere infantile di costruire e inventare nuovi veicoli con ibridi di vari giocattoli. Il solo dubbio nato mentre aggregavamo casualmente ruote ed eliche e ci scontravamo con la reale difficoltà di leggi fisiche complesse, è stato comune a tutti noi: è più divertente costruire o distruggere? I fan di Angry Birds troveranno lo stesso entusiasmo a costruire castelli di sabbia, dopo aver goduto ed esultato nel farli crollare?

Bad piggies è disponibile su App Store a 0,89€ ed è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S, iPhone 5, iPod Touch (terza generazione), iPod touch (4a generazione), iPod touch (5a generazione) e iPad. Richiede l'iOS 4.3 o successive. Questa app è ottimizzata per iPhone 5.


OmniPlan é la versione per iPad del famosissimo (per chi lavora nel mondo del management) software di project management per Mac di Omni Group. Si tratta di uno strumento molto valido e sopratutto completo per aiutarsi visivamente nella messa a punto e nella gestione di un progetto, dividendolo in vari “task” (compiti da svolgere e attività) di cui potremo definire la durata e le dipendenze, assegnare risorse, calcolare costi e, in corso d’opera, valutando l’andamento e facendo aggiustamenti per far fronte ad imprevisti. L'applicazione certamente non è delle più economiche, infatti il prezzo da sborsare per poter scaricare l'app è di ben 45€, ma vediamo insieme come si comporta l'app nello svolgere il suo lavoro così da vedere se i 45€ dell'applicazione siano giustificati oppure no.


L’app contempla anche eccezioni nel calendario, permette di gestire le risorse su più progetti contemporaneamente tenendo quindi conto dei vari impegni, e permette di confrontare visivamente l’andamento previsto con quello effettivo. Omniplan si basa sui grafici di Gantt che, occupando tutto lo schermo dell’iPad, possono essere manipolati direttamente attraverso il nostro iPad ciò è possibile grazie all' interfaccia pensata e proggettata appositamente per lo schermo del nostro tablet. I così detti "task" possono essere selezionati e modificati/elaborati direttamente con le dita, mentre la visualizzazione del grafico può essere variata in modi diversi allargando i polpastrelli in orizzontale o in verticale. Le opzioni di modifica sono presentate attraverso menu contestuali attivati con un tap lungo, mentre strumenti e attributi sono tutti contenuti in menu a scomparsa accessibili tramite la barra superiore.


 Attraverso il servizio Omni Sync i progetti possono essere salvati online e condivisi con i colleghi, a patto che questi usino a loro volta OmniPlan per iPad o Mac. Il progetto può inoltre essere inviato via email e anche esportato in forma di PDF o report HTML. Purtroppo al momento l’app non permette di importare né esportare progetti nel formato di Microsoft Project, l’attuale software leader di mercato, e dipende quindi dal programma per Mac se questo genere di intercomunicazione è indispensabile. OmniPlan è un software di produttività destinato in primis ad un’utenza professionale che abbia già o sia quantomeno disposta a farsi un cultura di base sulla gestione di progetti. L’indipendenza dalla versione desktop, i limiti nell’esportazione ed importazione, l’interfaccia particolarmente amichevole, la documentazione che l’accompagna ed infine il prezzo (alto per l’acquirente “casuale” tipico dell’App Store, ma decisamente abbordabile se paragonato ad analoghi software di produttività per computer) fanno pensare ad un occhio di riguardo proprio verso chi vuole uno strumento potente anche in ambiti non fortemente strutturati (come le piccole aziende) o non strettamente professionali.


Nello specifico per l’utente italiano, è bene notare che l’interfaccia e la documentazione sono completamente in lingua inglese, e il calendario per definire la settimana di lavoro ha un fastidioso bug che speriamo verrà risolto al più presto.
Passiamo ora alla risposta alla domanda con cui avevamo aperto la recensione, da come avrete potuto leggere l'app svolge il proprio lavoro in modo impeccabile e sopratutto con una grafica chiara e ben curata (aspetti da non sottovalutare per applicazioni del genere).

OmniPlan è disponibile su App Store a 44,99€ ed è compatibile con iPad. Richiede l'iOS 5,1 o successivo.

giovedì 27 dicembre 2012

Filterstorm: Ecco una nuovissima app professionale per tutti gli appassionati di fotografia

Filterstorm è una app professionale dedicata a tutti gli appassionati di fotografia e di editing che non vogliono rinunciare per nessun motivo alla fase di post-produzione, anche su un piccolo schermo (ovviamente se utilizziamo l'app da iPhone).

Dopo aver aperto una o più foto (l'app ci darà la possibilità di lavorare anche con più foto contemporaneamente) dalla nostra libreria iniziamo il lavoro di fotoritocco. L’interfaccia, molto intuitiva, è costituita da una barra degli strumenti di otto pulsanti (Apri, Taglio, Filtri, Layers, Automazione, Info, Storia ed Esporta), ognuno dei quali ci permette di accedere al relativo menù, composto da un pannello ricco di funzionalità per un controllo molto accurato dell’immagine.


 Le funzionalità più importanti sono rappresentate dallo strumento “Filtri”, che ci permette di inserire del testo ed equalizzare la nostra foto agendo su parametri come curve e livelli di colore, ombre, tonalità, punto del bianco, nitidezza, bianco e nero, sfocatura, rumore e molti altri. Lo strumento “Layers” ci permette di sovrapporre più livelli e lavorare con le maschere per ottenere immagini complesse formate anche dalla sovrapposizione e fusione di più foto. Lo strumento “Storia” ci permette di visualizzare, ed eventualmente eliminare, le modifiche apportate fino al ripristino dell’immagine originale.




Un punto di forza di questa app è sicuramente il sistema di anteprima, che divide l’immagine in due metà: in una viene visualizzata la foto originale e nell’altra la foto con il risultato della nostra modifica, in modo da avere un controllo diretto ed in tempo reale delle trasformazioni che stiamo apportando prima di applicarle.


Filterstorm è disponibile su App Store a 13,99€ ed è compatibile con iPad. Richiede l'iOS 4.2 o successive.