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domenica 5 maggio 2013

Intervista a Franco Busnelli: la caduta del colosso di Cupertino – Parte 2

Prosegue l'intervista all'analista Franco Busnelli, che ci parla del titolo APPL e delle sue relazioni col mercato globale. Analizzeremo come la morte di Steve Jobs abbia influenzato le quote di mercato dell'azienda e le guarderemo più da vicino le prospettive del futuro dell'azienda.



Nella prima parte abbiamo visto come il titolo sia potuto scendere ai livelli attuali, adesso entreremo maggiormente nel dettaglio: "Una delle cose importanti da capire è che parte della valutazione che il mercato da ad un'azienda è costituita dal valore, del tutto virtuale ed ipotetico, che si attribuisce al marchio. Apple ha vissuto una fase di protagonismo presentando una serie di prodotti innovativi, diventati poi "cool"; ha inventato un mercato nuovo ed ha inizialmente occupato tutto lo spazio di vendita del mercato. Ora questo mercato verde numerosi concorrenti, alcuni con tecnologia assolutamente paragonabile ed altri con quote di mercato maggiori. Le prospettive di vendita dell'azienda californiana erano e sono tutt'ora positive, comunque milioni di appassionati in tutto il mondo continueranno a rimanere fedeli al marchio, ma il fenomeno dell'esplosione dal 2007 con iPhone sarà improbabile ripeterlo."


Ma quanto ha influito la morte di Steve sul mercato Apple? Franco Busnelli risponde: "La storia personale di Steve Jobs ha sicuramente influenzato gli acquirenti, seguendo le vicissitudini legate alla sua malattia, le persone rendevano la questione più personale e certamente aumentava il potere di vendita da parte di Apple. Ma con la sua morte termina la fine della fase ciclica dell'azienda, non avendo più la spinta del potere di vendita del prodotto provocata da un fattore di "moda", ciò porterà gli iDevice ad essere sempre più di nicchia per smartphone, computer e tablet, come è stata la Apple in passato; questa situazione è dovuta dal fatto che, mentre Steve Jobs era in vita la concorrenza era ridotta, dopo la morte, per un normale processo evolutivo del mercato, i rivali sono aumentati. Fattore inevitabile: la concorrenza sarebbe aumentata a prescindere dalla morte di Steven. L'attuale managment non si è dimostrato all'altezza, la società perde, quindi, la spinta che veniva dalla capacità innovativa. È una storia che si ripete: Nokia è un'azienda che aveva il 65% delle quote di mercato telefonico essendo una delle uniche produttrici di telefonini, adesso è un'azienda che rischia il tracollo. Indubbiamente l'azienda di Cupertino è sovracapitalizzata, avendo la possibilità di deliberare un buyback di 60 miliardi di dollari ne dimostra la forza economica."




Come si è comportato il mercato nei confronti del titolo di Apple? "Ciò a cui gli azionisti fanno attenzione è che gli utili continuino a crescere mantenendo un trend, guardando l'incremento degli utili di Apple degli ultimi anni difficilmente possiamo sostenere una proiezione allo stesso tasso di incremento di crescita. Io personalmente – prosegue Busnelli – posseggo un iPhone. All'inizio della stroria degli iDevice ero certo della crescita di Apple, ora la società la valuto diversamente, difficilmente un tasso di crescita incrementale analogo. A questo punto l'azienda non parlerà più di vendita di massa ma di vendita ai possibili affezionati che rimane comunque un porzione limitata del mercato. Apple chiuderà i prossimi trimestri avendo lo stesso utile del quarto precedente, o, addirittura, inferiore e non potrà garantire una buona prospettiva al mercato; sicuramente continuerà a produrre utili ma non come una volta. Il mercato non apprezza questo genere di azioni, perché non pensa al valore attuale ma a quello futuro. Ovviamente il titolo non scenderà significativa nei prossimi mesi perché con la questione del buy-back Apple si potrà difendere, investendo il proprio capitale nel titolo. Gli analisti, gli azionisti e il mercato in se quando APPL valeva 700$ hanno prezzato tutti i potenziali utili che Apple ha fatto in seguito."





Il mercato non aspetta l'uscita del prodotto, il mercato guarda gli utili fruibili dal prodotto. Franco Busnelli, ci ha rassicurati dicendo che Apple non rischia il tracollo finanziario, ma potrebbe diventare, se non lo è già, come una qualsiasi azienda multinazionale produttrice di utili ma non da creare una nuova bolla, come in molti hanno sperato e tutt'ora sperano: "È palpabile il fatto che Apple non sia più fenomeno trainante. Il mercato oggi la valuta sulla base di utili e quote di mercato, che si ritengono note e misurabili. La finanza va fatta con la testa e non col cuore."

Apple potrà mai tornare a splendere come in passato? "Amazon.com, che è stata una delle aziende nella bolla delle ".com" nel 2000, era arrivata a valere 90$. AMZN, nel 1997 (anno in cui è entrata in borsa) quotava 1,50$ ad azione, tre anni dopo l'azienda valeva 60 volte il valore iniziale. Oggi l'azienda vale 250$, comprata ai prezzi massimi del 2000 porta ad oggi un rendimento del 12% annuo circa. Bene, peccato che nel frattempo ha quotato anche intorno a 10$ ad azione."

Ringrazio personalmente Franco Busnelli per averci concesso il suo tempo e i suoi anni di esperienza, non possiamo far altro che aspettare. Ma Google nel frattempo cosa farà?



mercoledì 1 maggio 2013

Intervista a Franco Busnelli: la caduta del colosso di Cupertino – Parte 1

Il 19 Settembre 2012 Apple Inc. chiude il proprio titolo con un valore di 702.10$ ad azione. Com'è possibile che l'azienda con più utile al mondo abbia perso il 38,74% in borsa in soli sei mesi?
L'analista Franco Busnelli ci spiega come è accaduto questo declino:

"Grazie a Steve Jobs le quotazioni del titolo AAPL sono continuate a salire in borsa anche dopo la morte dell'ex amministratore delegato, Apple era arrivata a capitalizzare un quinto dell'intero indice Nasdaq, avendo un valore pari al 20% sul totale dell'indice. Tutti ne parlavano, persino i telegiornali elogiavano l'azienda californiana per le quotazioni raggiunte all'inizio dell'ultimo quarto 2012 in borsa. Tutti volevano la loro fetta e in molti hanno acquistato, ma, come spesso accade, il mercato ha iniziato a prevedere un picco degli utili. Il 20 Settembre 2012 Apple registra il primo gradino in discesa, perché poco più di un mese dopo l'azienda californiana avrebbe perso il "sex appeal", presentando iPad mini e portando l'azienda verso un'ottica totalmente differente rispetto quella del geniale fondatore. Dopo il 23 Ottobre 2012 – prosegue Franco Busnelli –, data di presentazione di iPad mini, il mercato prevedeva che le vendite non sarebbero state le medesime di iPhone o iPad. Tim Cook non ha un'idea chiara come il suo predecessore e, di conseguenza, il titolo ne ha risentito in negativo. È molto improbabile che il titolo torni allo storico valore di oltre 700$ per azione."


Franco Busnelli non prevede un buon futuro per quanto riguarda l'azienda di Cupertino essendosi gettata in acque troppo turbolente e competitive:
"Da un lato Apple ha rinnovato il mercato ma dall'altro, non rinnovandosi nuovamente, rischia di abbandonare la cresta dell'onda. Contando che l'azienda californiana ha appena deliberato che spenderà 60 miliardi di dollari per il "buy-back.", sperando di distribuire un buon dividendo agli azionisti."
La società`definisce questa azione economica "il più grande riacquisto finanziario della storia", pur sapendo che inizialmente il buy-back era fissato a 10 mld. Questo piano, organizzato circa un anno fa a Cupertino, dovrebbe concludersi entro il 2015.

In conclusione, è ora di rimboccarsi le maniche agli headquarters di Cupertino per sfornare un nuovo prodotto che ricordi il successo del 2007 dato da iPhone.





giovedì 5 aprile 2012

Apple é l'azienda del futuro? No

Apple ogni anno ci fornisce prodotti strepitosi che sembrano essere più avanti di quanto la concezione umana possa essere, ma in realtà non é così: Apple ogni anno sforna centinaia e centinaia di brevetti e solo   tre o quattro avranno la fortuna di essere selezionati per entrare a far parte del prodotto che verrà lanciato.
Molti brevetti Apple sono davvero formidabili, ma, talvolta, alla fine dei giochi non vengono mai presi in considerazione.



I brevetti servono a far si che altre aziende non possano beneficare dell'idea che qualcuno ha avuto all'interno di una determinata società. Ad esempio se un ingegnere Apple brevetta un nuovo tipo di batteria, certamente nessun'altra azienda potrà usufruirne.
Ciò che spesso accade é che le innovazioni troppo evolute spaventino l'acquirente poiché potrebbero essere un'acquisto troppo "rischioso", in quanto le tecnologie poco testate a volte rischiano di essere considerate fragili e buggate.


Se andassimo indietro a osservare i brevetti di casa Apple vedremo innovazioni che vanno al di la delle nostre aspettative. Perché non mostrarci allora il super telefono, il super tablet o il super computer che vorremmo? Sono tre i fattori che influenzano questa scelta: 
Il primo é dovuto ad un fattore di Antitrust, se un'azienda producesse un prodotto eccessivamente innovativo gli acquirenti sarebbero portati a comperare questo prodotto, scartando a priori quelli delle altre compagnie. La seconda ragione é dovuta ad una questione di mercato, ossia, se per un semestre i cervelli di un'azienda non dovessero avere idee, allora, la società sarebbe giustificata a scartabellare fra i vecchi brevetti per pubblicizzare un prodotto "innovativo". Infine la terza ragione, sempre dovuta a problemi di marketing, riguarda noi acquirenti che finché vediamo innovazioni minime, ma, essendo presentate in maniera plateale, portano noi "allocchi" a comprarli.


Immaginate il prodotto più innovativo che mai, Loro l'hanno già fatto o lo stanno già facendo, non lo producono perché Apple, come ogni altra azienda, pensa più ai soldi che all'innovazione.


Gli ultimi due prodotti di casa Apple confermano quanto detto, seppur non presentino molte innovazioni, sono stati venduti molti pezzi, ciò dovrebbe farci pensare.
Seppur un prodotto sembra stupendo, fenomenale e formidabile dobbiamo cercare di essere oggettivi e vedere se un upgrade é davvero necessario.
"Non é tutto oro ciò che luccica".

mercoledì 8 febbraio 2012

Le iTV potrebbero fare comodo ad Apple...

La fantomatica Apple Tv di cui si parla parecchio in questi tempi sembra non essere una certezza, ma degli analisti di Wall Street hanno fatto alcune indagini e sono giunti ad una conclusione al quanto incredibile: se apple vendesse televisioni con il prezzo di fascia media intorno ai 1500$ visto il passato dell'azienda di Cupertino e visto il lavoro di marketing che é in grado di assumersi hanno stimato che il guadagno si aggirerebbe circa intorno al 10% del fatturato stimato per il 2013 (183,1 miliardi di dollari) che si aggirerebbe attorno ai 17 miliardi di dollari



Apple entrerebbe in un nuovo campo, in un mercato in costante crescita. Secondo le stime di Ben A. Reitzes, della Barclays Capital, l'azienda californiana dovrebbe essere in grado di vendere 230 milioni di unità solo nel 2012 partendo dal lancio. A parere di molti sembrano stime eccessive, entrare in competizione con Samsung, LG, Sharp, Philips etc... non é cosa facile soprattutto quando si parla dei colossi sopra citati che sono leader del settore ormai da decenni.
Apple dovrebbe effettivamente integrare una tecnologia così innovativa che porti l'acquirente a scegliere la "Melavisione" e non le altre.




L'unico asso che sicuramente Apple ha nella manica é quello di una probabile completa integrazione con gli iDevice e con Siri. Ma una televisione a comando vocale é davvero il futuro? Garantirebbe davvero all'azienda un mercato sicuro e vendite così grosse?
Attualmente puoi controllare la tua Samsung Smart Tv attraverso i telefoni dello stesso marchio compatibili col televisore e fare tanto altro.
Ma gettarsi nel mercato delle Smart-Tv potrebbe essere rischioso.


Secondo Raitzes le iTv saranno il futuro delle Televisioni. Sebbene egli stesso sostenga che nel 2012 Apple si soffermerà ad aggiornare gli iDevice ormai fermi da quasi due anni per quanto riguarda iPod e iPhone (il 4S ha ricevuto lievi, lievissimi aggiornamenti HW: Antenna, Processore, Fotocamera)

Sicuramente Apple non rimarrà estranea da questo mercato, sebbene non l'abbia mai fatto pensate alla "cara vecchia"  TV anch'essa fuori aggiornamento da più di due anni, come suppongo non rimarrà ancora a lungo estranea al mercato delle Console che a parere di alcuni esperti nel giro di quattro anni dovrebbe essere pronta a realizzare qualche progetto.

Le idee non mancano, bisognerebbe solo metterle in pratica.

giovedì 26 gennaio 2012

Vittoria del Mac?

Oggi la Forrester Research ha pubblicato un'interessante analisi nella quale fa presente ai consumatori di come si sia evoluto il mercato: la "melafilia" é sicuramente più presente che negli anni del "Think differnt" del caro Steven, ma fra gli iDevices, e gli elegantissimi e pregiatissimi mac, si può davvero dire che il mercato sta cambiando?



Hanno fatto partire un sondaggio tramite CNET che ha visto come partecipanti 10000 individui del Nord America e dell'Europa occidentale. Il sondaggio intitolato "Apple Infiltrates The Enterprise And Reshapes The Markets For Personal Devices At Work" (Infiltrati della apple l'impresa e il rinnovo del mercato per i dispositivi (usati) sul lavoro)
ha mostrato che il 21% di questi 10000 utenti possiede almeno un dispositivo Apple
Allo stesso modo il 49% delle imprese preferisce far utilizzare i Mac ai dipendenti piuttosto che i PC, questo notevole incremento che dal 30% del 2009 al 36% del 2010 dimostra che il mac é sempre più in uso! Invece nell'uso privato non é cambiato di molto in quanto le statistiche dichiarano che solo il 7% utilizza un Mac. Sebbene da questo 7% si escludano tutti gli iDevices (iPhone, iPod, iPad), Perché in questo caso le percentuali aumentano, perché ben il 27% e il 37% delle aziende supporta rispettivamente iPad e iPhone che secondo le previsioni della Forrester Research é tutto destinato all'ingigantimento perché le aziende che nel 2012 supporteranno iPad saranno il 33% e il 55% per quanto riguarda iPhone. Insomma, anche per quanto riguarda i dispositivi mobili Microsoft é messa alle strette!
Quindi la risposta é si, il mercato sta cambiando!
Secondo Forrester, appunto, il domnino di Windows é finito.


Praticamente il mondo Apple sta acquisendo sempre più potere e grandezza. Mi chiedo quand'é che esploderà?
Come molti di voi ben sanno una delle cose belle dei Mac é che sono sicuri. Perché i Mac sono sicuri e i PC meno? Perché gli hacker che producono virus si interessano maggiormente ad infettare un numero di dispositivi più elevato quindi converrà loro di produrre un virus per Windows e non per OS X perché correrebbe il rischio di un decadimento. Ma se improvvisamente i Mac (soprattutto nelle aziende), come abbiamo visto sopra, aumentassero in maniera così eclatante? Allora gli hacker inizierebbero a produrre virus per Mac.
L'esclusività ha i suoi pregi e i suoi difetti, gli utenti Mac saranno disposti a rinunciare alla mancanza di software, di videogames e di aggiornamenti pagando, però, il caro prezzo della popolarità, ossia, essere sotto i riflettori?

Non é tutto oro quello che luccica.

lunedì 12 dicembre 2011

Spread: teniamo sotto controllo lo spread nei vari paesi sul nostro iPhone

Spread è una nuova applicazione con la quale potremo tenere sotto controllo il valore dei BTP italiani e i bund tedeschi direttamente da iPhone. Lo spread è diventato il riferimento principale per monitorare la situazione dei mercati finanziari, e di conseguenza la situazione economica dei principali paesi europei.

Con Spread possiamo:
- controllare in tempo reale il valore del differenziale tra i BTp italiani e i Bund tedeschi;
- controllare il differenziale relativo ai principali paesi europei, visualizzabile anche su mappa;
- tenere sempre sotto controllo il tasso di rendimento dei buoni del tesoro delle principali nazioni mondiali.



Se volete sapere cos'è lo spread vi invito a leggere questo breve articolo di Economia.leonardo.it.


Spread è disponibile a 1,59€ su App Store, è compatibile con iPhone e iPod touch e richiede iOS 3.1 o successive.